2018 l’anno del cryptohacking,come vi sfruttano.

In questi giorni si può leggere un interessante report di Malwarebytes relativo alla diffusione dei software criminali che si intrufolano nei vostri computer e telefoni per sfruttarli ai propri fini, rubare informazioni e addirittura bloccarli a scopo di estorsione.

ormai è una pratica che sempre più conviene agli hacker, il cryptohacking,sfruttando la “forza dei nostri dispositivi” per minare criptovalute.

Il report si riferisce al primo trimestre 2018, valutando separatamente gli utenti Consumer da quelli Business utenti professionali.

Partiamo dai Consumer: i software fraudolenti di maggior peso sono ancora gli Adware, ma la classifica evidenzia l’esplosione dei software per il mining illegittimo delle criptovalute.

In calo del 35% troviamo il ransomware:

Per le attività business la minaccia numero uno rimane lo spyware, mentre vi è una crescita molto sensibile sia per quanto riguarda il ransomware sia per il mining illegale.

L’esplosione dello spyware è anche causata dallo sfruttamento dei bug coperti nei processori Intel, i famosi “Spectre” e “Meltdown”, successivamente corretti, almeno in parte, attraverso delle patch.

Per quanto riguarda invece il mining su browser o con software specifici, sono nati diversi cloni del famoso e misterioso “Coinhive”.

In particolare, da gennaio si sono diffusi anche diversi strumenti di mining che sfruttano le debolezze del sistema Android per mobile.

Alcuni siti hanno anche cercato di rendere socialmente accettabile l’uso di cryptominer sul web browser con finalità di autofinanziamento o caritatevoli, sempre naturalmente tutte da verificare.

Se invece consideriamo i ransomware, oltre a Wannacry, Locky e Cerber, a gennaio si è vista la nascita di un nuovo strumento criminale, Gandcrab, o la riproposizione di nuove versioni di vecchi malware, come Scarabey.

Per quanto riguarda il futuro si prevede una sempre maggiore diffusione del cryptomining illecito, mentre proseguiranno le espansioni degli spyware e degli adware.

Al contrario si prevede una progressiva diminuzione delle attuali forme di ramsonware, almeno nelle forme attuali.

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